Crispiano

L' area di Crispiano è meglio nota come il territorio delle 100 masserie. In quest’ottica è nato il Consorzio “Le Cento Masserie” che ha il compito di promuovere i prodotti e i servizi delle imprese consorziate, mediante lo svolgimento di attività finalizzate alla valorizzazione turistica ed agroalimentare del territorio di Crispiano.
Accanto alla fruibilità ricettiva, il Consorzio offre come Importante novità nel panorama turistico regionale, la possibilità di conoscere il territorio attraverso i percorsi personalizzati e tematici, tra cui i percorsi gastronomici, archeologici, religiosi e del benessere oltre al caratteristico percorso dei briganti, unico nel suo genere, che permetterà la conoscenza dei veri luoghi che furono da cornice alle leggendarie gesta di famosi briganti, tra cui don Ciro Annicchiarico e Pizzichicchio.

Il percorso offre la possibilità, attraverso la visita delle cappelle presenti nelle masserie, di conoscere modi differenti di vivere la fede.

Le Cento Masserie

Masseria Monti Del Duca:
Cappella dedicata a Santa Maria della  Madia ed affrescata dal pittore De Mauro. La costruzione risale al 1790, anno in cui venne privata del diritto d’asilo in forza di un accordo tra Carlo III di Borbone e la Santa Sede.

Masseria Quis Ut Deus:
Cappella dedicata a San Martino, epoca di costruzione 1742. Il ricchissimo arredo pittorico risale al primo ‘700, sconosciuto l’autore. Anche la volta è interamente decorata.

Masseria Mita:
Cappella dedicata all’Immacolata. Di proporzioni molto ridotte, la cappella risulta realizzata ad angolo con altri ambienti costituenti il corpo di fabbrica. Non conserva tracce decorative. La predella e lo stesso altare sono stati realizzati con pietra locale.

Masseria Vallenza Ricci:
Cappella dedicata alla Madonna dell’Indirizzo. Costruita alla confluenza di due tratturi della transumanza nel XVI secolo. Il gran numero di coloni e massari ha sempre garantito il culto dell’antica chiesetta fino ai giorni nostri.

Cappella San Simone:
Cappella dedicata a Santa Maria del Carmelo risalente al 1649. Nome originario San Filippo Neri. La sua destinazione pubblica è evidenziata dalla collocazione lungo il tracciato del tratturo martinese.Fu probabilmente anche un luogo di sosta.

Cripta Abbaziale di Santa Maria di Crispiano:
Complesso monastico sorge parte in muratura e parte scavato nel masso tufaceo, lungo il costone del castello. I resti visibili risalgono al XII – XIII secolo e sono probabilmente attribuibili al monachesimo greco. La cripta principale di Santa Maria dell’Odegitria di quel rito conserva l’impianto liturgico, l’iconografia e le iscrizioni votive e deprecatorie.

Masseria Carmine:
Cappella affrescata con tela raffigurante la Madonna del Carmine, collocata al di fuori dell’ambito della masseria, destinata quindi al culto degli abitanti della masseria e dei viandanti che transitavano in zona.

Masseria Achille:
Cappella dedicata alla Madonna del Carmine collocata al di fuori del corpo aziendale.

Masseria Medico di Maglie:
Cappella dedicata alla Madonna del Rosario, fu benedetta da don Gennaro Chiarelli il 7 maggio 1867 e destinata ad una funzione semi-pubblica. La volta affrescata è a cielo di carrozza.

Masseria Lupoli:
Cappella dedicata a Santa Maria della Croce risalente al XVII° secolo. Agli inizi del ‘900 il titolo venne mutato in Santa Maria Liberatrice. L’assetto attuale risale agli ultimi restauri effettuati nel 1931, anno in cui venne impreziosita con l’inserimento di due statue in cartapesta leccese (Crocifisso e Sant'Antonio da Padova).

Percorso dei Briganti: sulle orme di Papa Giru e Pizzichicchio


Papa Giru (Don Ciro Annichiarico):

Il famoso prete brigante che ha ispirato decine di scrittori viaggiatori di inizio ottocento. Accusato di omicidio, si diede alla macchia, nascondendosi in una grotta sul monte che sovrasta la Masseria Monti del Duca. Divenuto capo indiscusso di una potente società segreta, fece tremare il Regno di Napoli fino a quando, vittima di un tradimento, venne catturato dalle milizie del generale irlandese Richard Church. L’8 febbraio 1818, dopo un sommario processo, fu fucilato e decapitato in Francavilla Fontana e la sua testa venne esposta per un anno intero in pubblica piazza a Grottaglie, sua città natale.

Pizzichicchio (Cosimo Mazzeo):
Nato a San Marzano di San Giuseppe nel 1837, soldato del disciolto esercito borbonico. Si diede alla macchia e con la sua comitiva, di cui faceva parte anche Cuppolone (Rocco Chirichigno), andò ad infoltire la più nutrita schiera brigantesca del sergente Romano di Gioia del Colle. Coprì da subito il ruolo di capitano. Si rese protagonista con le sue scorrerie nel territorio montano compreso tra Crispiano, Massafra, Mottola e Martina Franca.

Masseria Monti del Duca:
Grotta e Monte di Papa Giru.

Masseria Belmonte:
Battaglia tra i regi cavalleggeri comandati dal capitano Allisio e la banda del brigante Pizzichicchio.

Masseria Ruggerullo: Cattura di Pizzichicchio nel camino della masseria.

Masseria Vallenza: Omicidio di Padre Nicola Vinci ad opera della banda di Pizzichicchio.

Masseria Pilano
: Grotta dei briganti.

Masseria Quis ut Deus
: Passaggio dei briganti.

Masseria Miola
: ultima cena di Pizzichicchio e la sua banda.

Percorso Archeologico: dall’età del bronzo agli ori di Crispiano

Il percorso offre la possibilità di visitare siti di interesse archeologico, tra i quali la zona di Triglie che documenta la stratificazione di diverse fasi storiche- preistorica, greca, romana medioevale, oltre alla presenza di un acquedotto ipogeo sotterraneo che si sta cercando di rendere agibile. Di notevole rilievo è anche la pianura su cui sorge la masseria Amastuola, oggi oggetto di studio da parte di docenti dell'Università di Amsterdam.

Masseria Amastuola:
Ubicata su un pianoro che domina tutta la pianura circostante è stata più volte scelta nella sua storia come sede di centri abitati. E’ probabile che la sua fase più interessante dal punto di vista storico è quella cosiddetta arcaica, cioè VII e VI secolo a.c., quando nacque la Magna Grecia e quando sulla collina si insediò un gruppo di coloni greci d’oltremare. A riguardo il sito della Masseria Amastuola svolge un ruolo chiave nel dibattito scientifico e quindi sulla formazione della Magna Grecia ed è uno dei primi stanziamenti greci nell’entroterra tarantina.

Triglie  
Cappella di San Michele in Triglie:
L’area di Triglie è un sito archeologico di rilevante interesse in cui sono documentate diverse fasi storiche:
- fase preistorica (villaggio età del bronzo);
- fase greca (presenza di tombe a camera riutilizzate nel medioevo come abitazioni);
- fase romana (acquedotto ipogeo);
- fase medievale (villaggio che si sviluppa tra il X e –XI secolo e più in avanti fino al XIV secolo)

Zona Cacciagualani:
reperti archeologici. Corredo tombale in oro del IV° secolo a.c. consistente in un diadema e due orecchini a pendaglio conservati nel museo archeologico di Taranto e facenti parte degli ori di Taranto;

Museo Archeologico di Taranto:
in esso è possibile ammirare, tra le tante ricchezze, una delle più grandi collezioni di manufatti dell'epoca della Magna Grecia, tra cui i famosi Ori di Taranto.


Percorso delle Gravine: tra rocce bianche e profumi mediterranei

Tale itinerario soddisfa gli amanti dei bei paesaggi incontaminati: tra alberi e piante tipiche della macchia mediterranea pugliese, zone di interesse botanico protette e complessi di grotte situati in “moderni” paesi.

Gravina di Alezza:
una delle più interessanti dell’arco Jonico per una particolare concentrazione di specie botaniche (lecci secolari e pioppi bianchi).

Gravina di Triglie:
macchia mediterranea e rilevanti caratteristiche geologiche.

Masseria Russoli: area protetta con interessante percorso botanico.

Percorso delle Cento Masserie: viaggio attraverso l’evoluzione della civiltà contadina


Il percorso ripercorre lo sviluppo della civiltà contadina nelle sue diverse componenti: dal progresso della coltivazione agricola, allo sviluppo dei metodi di allevamento animale; dal mutamento dei modi di vita, al cambiamento degli stili architettonici, sino ad arrivare alle recenti ristrutturazioni, volute dagli attuali proprietari.

Monti del Duca:
XV sec. – masseria a corte chiusa appartenuta ai duchi si Martina Franca De Sangro-Caracciolo. Da visitare la cappella affrescata, la torre medievale, il caseificio, l’oleificio, gli allevamenti (avicolo, bovino e ovino) e gli impianti per la trasformazione ed il confezionamento dei prodotti.

Pilano:
XVII sec. – azienda cerealicola e zootecnica con allevamenti bovino ed equino (razza murgese) - struttura ricettiva B&B ricavata dopo un attento e meticoloso restauro  delle antiche stalle - corte padronale, trulli.

Lupoli
:
XV secolo, azienda olivicola. Da visitare il museo della civiltà contadina con nove sale a tema, il frantoio oleario, la torre medievale, lo iazzo dei trulli, la cappella ed i terrazzi panoramici.

Ruggerullo
:
XVII secolo, masseria a blocco isolato. Oggi Centro Sviluppo Agricolo con coltivazione di pomodori a grappolo utilizzando la tecnica idroponica o fuori suolo. Il ciclo produttivo è gestito secondo i criteri di lotta biologica integrata.
Fogliano:
XVII secolo, è un’antica masseria palazzo. Interessante la chiesa dedicata all’Assunta (mai completata) inglobata nel corpo aziendale. Produzione di eccellente olio extravergine ottenuto mediante processi a freddo.

Russoli:
di proprietà della Regione Puglia è oggi importantissimo centro per la conservazione del patrimonio genetico dell’asino della razza “Martina Franca”. Circa 200 ettari di area protetta costituita per la massima parte da bosco cespugliato con macchia mediterranea; pertanto particolarmente interessante sotto il profilo ambientale e floristico. La presenza degli asini costituisce una tappa quasi obbligata per i gruppi di turisti.

Vallenza – Ricci:
XVI sec. – masseria a corte chiusa, allevamenti (bovino, suino, ovino ed equino razza murgese). Produzione di mele delle varietà: Golden Delicious, Jonagold, Granny Smith, Royal Gala e Stark Delicious. Chiesetta dedicata alla Madonna dell’Indirizzo ubicata alla confluenza di due importantissimi tratturi della transumanza. Produzione di latte di asina per i bambini allergici o intolleranti al latte vaccino.

Francesca:
XVII secolo, azienda agricola con oliveto, seminativo e pascolo cespugliato. Casa padronale e frantoio ipogeo di circa 110 mq finemente restaurati. La masseria è attualmente sede dell’Accademia Italiana di Arte Equestre – “Il moro di Puglia” ed ospita, nelle sue scuderie, un allevamento di cavalli della prestigiosa razza murgese.
Mita:
XVI sec. –  azienda viticola ed olivicola; ubicata ai piedi della pre-murgia martinese in un contesto paesaggistico di grande bellezza. Produzione di vino negroamaro e chardonnay e di olio extra vergine ottenuto con procedimenti a freddo.

Quis ut Deus
: Eretta nel 1710, la masseria di 90 Tomoli è stata restaurata trasformandosi in un centro per il benessere fisico e spirituale, pur mantenendo intatto il fascino antico di un patrimonio culturale ed artistico. La masseria che con la sua perfetta autosufficienza è stata capace nei secoli di soccorrere ad ogni esigenza con essenzialità rustica ed elegante, custode di un sapere frutto del confronto con la natura e con Dio, apre le sue porte al turista che vuole riscoprire quei sapori genuini di un tempo.

Amastuola:
XVI secolo, azienda agricola dove sono stati impiantati vigneti ad alberello per un ritorno ad una delle più importanti ed antiche tradizioni dell’agricoltura mediterranea, tra i quali sono stati inseriti gruppi di ulivi secolari. Alcuni dei vecchi fabbricati rurali saranno ristrutturati ed adibiti all’invecchiamento.

Le Monache: 
XVI secolo, azienda agricola dotata di modernissimi impianti irrigui per colture a tecnologia avanzata. Produzione di uva da tavolo, ciliegie ed albicocche destinata ai mercati esteri. Interessante il frantoio ipogeo di circa 600 mq e i monoliti giganti (massi di pietra locale) sistemati lungo il viale d’ingresso ed il piazzale antistante la masseria.

Calvello:
XVIII secolo, masseria a corte chiusa. Azienda turistica con attività alberghiera, ristorativa e di produzione musicale ad alto profilo qualitativo.

Miola:
XVII secolo, azienda agricola ubicata nei pressi dell’omonima gravina e costeggiata da una pineta che la rende interessante sotto il profilo naturalistico. Produzione di olio extravergine biologico. Azienda in trasformazione.