Siracusa

Nella parte sud orientale della Sicilia, Siracusa ne è una delle città più importanti: ricca di storia quanto poche altre, fu fondata nell'VIII secolo avanti Cristo dai Greci di Corinto. Detta dapprima Ortigia dall'isolotto su cui sorse venne successivamente chiamata Siracusa dal nome di una vicina palude Syraca, col probabile significato di scirocco.

Cinque i quartieri della Siracusa antica, quelli che conservano le testimonianze della civiltà greca: Ortigia sull'isolotto, con le rovine del tempio di Apollo e di Artemide, la Fonte Aretusa; Acradina che ha al suo centro l'antica agorà; Neapoli col monumentale complesso del parco archeologico comprendente il teatro greco, il più grande in assoluto dei teatri classici, e le latomie; Tyche, con le catacombe di San Giovanni; Epipoli, sull'Altopiano, col complesso fortificato di Castello Eurialocostruito da Dionigi il Vecchio

La Storia

Dire di Siracusa è dire del passato perduto, di un luogo, della storia, dell'utopia platonica, della bellezza, della cultura, della civiltà

Siracusa, estrema ed appartata, modesta e affabile ha saputo custodire dentro di sé la memoria del suo fulgore, le preziose reliquie evocanti il suo impareggiabile passato. Entrando nel cuore di questo mondo di tufo color miele, nella cristallina sua chiarità orientale, nel centro dell' isola d'Ortigia, nella piazza del Duomo di Siracusa, dove regna la signora della luce e della vista: Santa Lucia, trionfo barocco di mura cristiane.
Città molteplice, di cinque nomi: Ortigia, Epipoli, Neapoli, Tiche, Acradina. Città d'antico fasto, di potenza, di re sapienti e di tiranni ciechi, di lunghe paci e rovinose guerre, di barbarici assalti e di saccheggi. Le lastre di una piccola piazza dell'Ortigia, il tufo chiaro dei muri delle case, la balaustra che cinge la fonte Aretusa, l'azzurro intenso del Porto Grande e del Plemmirio, le foci dell' Anapo e del Ciane dei papiri, la conchiglia del teatro, le latomie, i templi, l'Anfiteatro.

Le latomie

Le vastissime cave dell'antichità, profonde decine di metri, con grotte, sono tra le principali attrattive turistiche. Celebre tra tutte la Latomia del Paradiso con il famoso Orecchio di Dioniso, grotta artificiale lunga 65 metri il cui nome le venne data da Caravaggio, e la Grotta dei Cordari; ancora la Latomia Intagliatella con un altissimo pilastro isolato al centro; di Santa Venera trasformata in giardino; dei Cappuccinicon piloni dalle forme bizzarre e grandi ponti a volta, ricca di vegetazione.

I musei

Due le istituzioni museali della città. A villa Landolina, che nel suo parco ha una piccola latomia e alcuni ipogei, è da pochi anni ospitato il Museo archeologico regionale Paolo Orsi, il più importante della Sicilia e uno dei maggiori in Europa. A palazzo Bellomo, nel complesso dell'ex monastero di San Benedetto, trova invece sede la Galleria regionalecon sculture, grandi dipinti di vari secoli e di diverse scuole, argenterie, paramenti sacri e suppellettili liturgiche, presepi, statuine, gioielli, mobili, costumi, maioliche.

I dintorni

Innumerevoli le mete di gite ed escursioni. Verso nord, la penisoletta di Magnisi, l'antica Tapos, importante insediamento preistorico; Megara Hyblea, Leontinoi. Sulla strada per Noto, invece l'ambiente pittoresco della Fonte Ciane, famosa per i papiri che crescono sulle sue rive; e a sud del fiume, su un'altura, il tempio dorico di Giove Olimpico.

Da visitare

Testimonianze della civiltà greca e romana si trovano sparse per tutta la città, nei cinque quartieri in cui era divisa tutta la città. Neapoli comprende un vasto parco monumentale, visitabile tutti i giorni, tranne il lunedì, costituito dal teatro greco, il più grande edificio per spettacoli tramandato dall'antichità, sede biennale di spettacoli classici di grande richiamo; dall' Ara di Ierone; dall'anfiteatro romano ricavato per buona parte nella roccia; infine dalle principali latomie siracusane. La più famosa è la latomia del Paradiso dove si apre la grotta chiamata Orecchio di Dioniso, caratteristica per la sua forma e celebre per i suoi effetti acustici; altre grotte di grande interesse per i suggestivi effetti scenografici, sono quelle dette dei Cordari e del Salnitro. Nell'Ortigia sono conservate altre tracce dell'architettura greca, come il tempio di Apollo.

La Fonte. All' Ortigia, dominante sul porto è la fonte Aretusa, sorgente di acqua dolce legata alle più antiche origini della città, luogo di grande suggestione evocante il mito della ninfa Aretusa mutata in fonte dalla dea per sfuggire agli amori di Alfeo che a sua volta, trasformato in fiume, la raggiunse affiorando presso la riva occidentale di Ortigia.

I musei. Due le istituzioni museali della città. A villa Landolina, che nel suo parco ha una piccola latomia e alcuni ipogei, è da pochi anni ospitato il Museo archeologico regionale Paolo Orsi, il più importante della Sicilia e uno dei maggiori in Europa. A palazzo Bellomo, nel complesso dell'ex monastero di San Benedetto, trova invece sede la Galleria regionale con sculture, grandi dipinti di vari secoli e di diverse scuole, argenterie, paramenti sacri e suppellettili liturgiche, presepi, statuine, gioielli, mobili, costumi, maioliche.