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Ostuni Marina - Brindisi

La Puglia

La Puglia è terra dai mille segreti. Percorsi, sentieri, sguardi che è impossibile fissare in una guida turistica.
I paesaggi, i colori, le città e i piccoli paesini, i caratteri ambientali, etnici, storici e culturali, testimoniano della profonda varietà e diversità di questa regione. Ogni viaggio in Puglia è una nuova scoperta di luoghi che disvelano aspetti sempre diversi pur restando gli stessi, che raccontano storie sempre nuove ad ogni viaggiatore che sappia porsi in ascolto. Tesori nascosti in attesa di un prossimo viaggio.
La Puglia è frontiera d'Oriente, sentiero naturale dentro il Mediterraneo.
In Puglia c'è il mare, le case bianche, i trulli, il barocco, e gli ulivi secolari. Ci sono le chiese, le grotte, i palazzi storici, le masserie.
Ma tesori sono anche i gesti rituali che raccontano la regione e la sua gente.  La musica e le danze, come la scherma segreta e antichissima, la taranta nelle feste in piazza.
La Puglia si apre apre a forme diverse di turismo: balneare, artistico e culturale, enogastronomico. E si presta perciò ad essere scoperta e assaporata in tutte le stagioni.


Il Salento

Tale è la ricchezza delle testimonianze e della tradizioni che non è facile definire l'immagine, il simbolo più rappresentativo con il quale il Salento si identifica e attraverso il quale viene rappresentato. Visibili e immediati o nascosti, molteplici sono i segni che hanno modificato il paesaggio in maniera unica e originale: grotte, cripte, castelli e torri costiere, masserie e cinte fortificate.
A volte sono organismi immersi nel frastuono della vita, spesso sono sospesi nel silenzio delle campagne o si lasciano cullare dolcemente dalla risacca del mare.

Tra le tessere più preziose che compongono il territorio salentino, un posto di primo piano spetta ai luoghi della sacralità, dovuto riconoscimento alla profonda devozione di un popolo che da millenni ha custodito sostanzialmente integri valori universali, come il culto dei morti, la sopravvivenza dell'anima, il mistero dell'aldilà la fede in un Dio onnipotente.
La dimensione sacra insieme con la memoria delle proprie radici e con la dimensione laica del Salento, completa a perfezione l'immagine di un territorio e di un popolo in sintesi di armonia.
Nella dimensione del sacro, cripte eremitico bizantine e chiese rappresentano i termini di una medesima realtà, l'anima autentica e custode dell'arcano che domina nell'universo.

La terra, il sole, l'abilità degli artigiani. Le ceramiche di Puglia, fra le più belle d'Italia, hanno una storia molto antica. Risale ai tempi dei Messapi e dei Dauni, e quindi all'VIII secolo a.C. Ma è solo nel 1600, con l'apoteosi del Barocco che questi manufatti cominciano ad acquisire una vera dignità artistica. E' una storia semplice fatta di elementi poveri. Ma grazie alle mani degli artigiani questo impasto di terra e acqua plasmato, asciugato, cotto nel forno e infine decorato, diventa un capolavoro.

Diffusi in tutta la provincia e databili forse all'età del bronzo, menhir, dolmen e specchie rappresentano uno dei monumenti più spettacolari, ma anche più misteriosi della storia antica salentina, posti in bilico tra leggende e supposizioni.
I Menhir. Sono pietre grossolanamente squadrate, piantate verticalmente nel terreno, di dimensioni variabili e di sezione rettangolare, il più delle volte isolate e orientate con la faccia larga del prisma verso il sole. Quest'ultimo particolare ha suggerito la commistione di più elementi rituali e leggendaria è la voce che li vuole custodi arcigni di monete preziose e di favolosi tesori.
I Dolmen. Sono invece costruzioni costituite da lastre di copertura orizzontale sorrette da una serie di pietrefitte o da blocchi di pietra, a formare un'ampia camera sepolcrale, avvalorando l'ipotesi che li vuole monumenti funebri o comunque destinati a celebrare il passaggio nell'aldilà. Elemento comune a tutti i dolmen salentini è l'ingresso rivolto ad oriente.
Le Specchie. Sono infine enormi cumuli di pietrame, a sviluppo conico-circolare, di volta in volta ritenuti di epoca messapica, adibiti a sepolcreto, o di epoca più arcaica, con destinazione difensiva o abitativa, al pari di altre costruzioni tipiche del Salento, come i trulli.


Ostuni

Ostuni attraverso le sue mille suggestioni si propone al turista non per essere semplicemente consumata ma scoperta, vissuta, goduta e apprezzata in ogni suo aspetto.
Ostuni “La città Bianca”, “La Città presepe”. Ostuni “La Regina degli Ulivi”. Tante e diverse definizioni che nel tempo le sono state attribuite consegnando ai suoi abitanti e presentando ai turisti un’immagine di sè dai mille riflessi e ricca di sfaccettature.

Ostuni è una città di origini antichissime e, come dimostrano le opere e i reperti che ancora oggi si conservano, ha esercitato nella storia un ruolo molto importante. Il suo territorio è stato abitato sin da epoche antichissime, come dimostrano l’importante insediamento preistorico nei pressi della cripta di S. Maria d’Agnano, in cui sono stati rinvenuti i resti di una giovane donna del paleolitico, le numerose grotte in cui sono stati trovati reperti ceramici e ossei e gli insediamenti neolitici.
L’itinerario che va alla ricerca di frammenti di storia remota di Ostuni, si snoda tra mare e collina e scopre un imprevedibile giacimento di memorie, segni ed echi della sua storia secolare.

Il paesaggio. Il paesaggio ostunese si rivela in tutta la sua bellezza a partire dalle ultime balze rocciose della Murgia, che definiscono la parte di territorio collinare chiamata “selva”, per poi proseguire attraverso la piana degli ulivi secolari, chiamata “marina”, e degradare dolcemente verso il mare, chiudendo in un abbraccio i bianchi borghi della città vecchia che si stagliano compatti sul colle più alto.
Anche l’organizzazione storico-insediativa e la struttura geomorfologia, costituiscono aspetti importanti che hanno contribuito a configurare il paesaggio ostunese, oltre ovviamente a rappresentare delle risorse preziose sotto il profilo turistico.
Il sistema insediativo risulta antichissimo poiché risale all’era neolitica e si presenta molto diversificato dal punto di vista tipologico: le masserie, le strutture di pietra, le torri costiere, gli insediamenti rupestri e i santuari.
Per quanto riguarda invece la struttura geo-morfologica un’importanza particolare assume il sistema delle lame. Non da ultimo il sistema delle aree naturali. Nel territorio di Ostuni ci sono 2 Siti di Interesse Comunitario, 4 Siti di Interesse Regionale, e, in un’area molto prossima una Riserva Naturale (Area marina protetta e riserva naturale di Torre Guaceto).

Il mare. Si estende per 17 chilometri ed è caratterizzata dalla presenza di lunghe spiagge con dune coperte da macchia mediterranea che in un meraviglioso gioco di colori si alternano ad una serie di calette sabbiose e costa rocciosa.

Luoghi di interesse naturalistico. La CEE ha definito molte località dell'area mediterranea "siti di interesse comunitario" (SIC), per importanza ambientale. Nell'ambito della Regione Puglia, la parte maggiore interessa la provincia di Lecce con ben 32 SIC. Nelle province di Brindisi e Taranto si sono individuati 8 SIC per ciascuna. Tra questi La Riserva naturale statale Torre Guaceto
Una significativa varietà di ambiti diversificati si succedono in questo tratto costiero per alcune centinaia di metri verso l’entroterra. Al suo interno vi sono piccole zone umide che si formano durante e dopo le piogge e che scompaiono nei periodi più caldi, ed alcune risorgive di acqua dolce anche esse stagionali.

Il centro storico. Sul colle più alto di Ostuni, isolato dagli altri e unico per la sua forma conica, sorge il rione “Terra”, che rappresenta il nucleo antico dove gelosamente si custodiscono i tesori delle civiltà anticamente insediatesi in questi luoghi. Per il candore delle case tinteggiate di calce del suo centro storico, Ostuni si è conquistata l’epiteto di “Città Bianca”. Ancora oggi conserva intatta la struttura originaria che si offre come un labirinto di stradine anguste e tortuose, di arcate su scalinate per accedere alle abitazioni , di stretti passaggi, con un susseguirsi di piazzette e vicoli che un tempo facevano capo a cinque porte che si aprivano nella poderosa cinta muraria.
Il rione antico, assieme al centro storico abitato di Ostuni, domina tutto il paesaggio della piana degli ulivi secolari sino al mare e segna il limite tra questa e la zona collinare interna.

I beni artistici e culturali.  Ostuni è stata eletta Città d’Arte per le sue bellezze storiche e artistiche oltre che paesaggistiche. Anche il borgo antico e il centro urbano sono ricchi di un patrimonio inestimabile di beni artistici e culturali: Piazza Libertà e il palazzo del comune, la Cattedrale, capolavoro di stile gotico-romanico, la colonna o guglia di S. Oronzo, le Chiese, i palazzi signorili, il Museo delle civiltà preclassiche delle Murge Meridionali.

Le tradizioni, il folclore e gli eventi. Ostuni custodisce un ricco patrimonio di tradizioni popolari. Tra queste la festa di S. Oronzo, tre giornate di festeggiamenti in onore del Santo; l’evento più importante di questa ricorrenza è la Cavalcata, una singolare e suggestiva sfilata di cavalli che avanza per le vie della città a suon di grancasse, tamburi e pifferi.

I prodotti tipici locali. La gastronomia tipica del posto è una gastronomia sostanzialmente semplice che attinge dai prodotti del mare e della campagna e si pone in linea con le lontane tradizioni della cucina contadina. La cucina ostunese è imperniata soprattutto sui prodotti dell’agricoltura locale: il pregiato olio d’oliva, le fresche verdure e gli ortaggi, i saporiti formaggi preparati artigianalmente dai numerosi caseifici della zona. L’olio d’oliva è senz’altro il prodotto tipico per eccellenza dell’area e i motivi che ne esaltano la qualità vanno attribuiti alle varietà coltivate, al clima ideale e alla natura del terreno. Altre produzioni storiche sono rappresentate dal fico e dal mandorlo. I farinacei occupano un posto di primo piano sulla tavola a cominciare dal pane, cotto ancora nei forni a legna, e dai suoi derivati: la frisella e la puccia. Le orecchiette, che gli ostunesi chiamano “stacciodde”, rappresentano il prodotto tipico per eccellenza. Dagli allevamenti bovini, caprini e ovini si ottengono poi ottime carni, mentre il mare Adriatico, generoso di frutti di mare e di pesce azzurro rende la cucina di pesce ricca e variegata. Anche la pasticceria è molto apprezzata con le diverse produzioni dolciarie a base di miele, mandorle, ricotta e marmellate. I vini D.O.C. locali infine non sono da meno della bontà dei cibi.


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