
Corigliano D Otranto - Lecce
La Puglia
La Puglia, terra di passaggio. La Puglia, lunga e adagiata sul mare, penisola nella penisola, terra tra due mari, balcone sul Mediterraneo, attraversata da mille rotte marittime e terrestri , che ricordano peregrinazioni memorabili, mitiche e storiche.
La Puglia è vasta e variegata e storie e luoghi, seppur apparentemente lontani, sono comunque uniti da un filo rosso che dai costoni di roccia a strapiombo sul mare, nel Gargano, si inerpica sulle pietre grigie bordate di muschio disseminate nella Murgia. E' un filo tenace che percorre gravine e colline e plana su spianate di campi di grano. Poi giunge fino ad un altro mare a lambire spiagge dorate, a toccare acque di cristallo.
Il profumo intenso del mare, i sapori unici della cucina tradizionale, i colori avvolgenti dei paesaggi, la percezione viva della storia millenaria, i suoni festosi della popolazione.
La Puglia è una terra antica, ricca di fede e tradizione, porta aperta ed ospitale, ponte naturale tra Oriente e Occidente, approdo di flussi migratori e transiti mercantili.
Il Salento
Il Salento è una terra antica, anzi una “pietra” antica, per la morfologia del terreno, per il dilavamento che le acque hanno operato in milioni di anni accarezzando quei rilievi che gli abitanti chiamano “Serre”. Gli ulivi che ricoprono il Salento con il loro manto argenteo, sembrano proteggerlo dal sole che abbaglia ed addormenta: ulivi contorti, antichi patriarchi che, anche se stanchi, ancora cercano di tirare fuori l'anima della terra.
La penisola salentina, “relegata” nell'estremo lembo sud-est dell'Italia, apre come un vero e proprio ponte gettato verso l'Oriente. Una traccia questa presente nella storia e nell'architettura, ma anche nella natura, nella lingua e nella gastronomia. Un tempo il Salento comprendeva il territorio occupato dalle attuali province di Lecce, Brindisi e Taranto, mentre oggi con questo termine si indica un'area molto più ristretta, tra Ostuni e capo S. Mariaa di Leuca e tra Adriatico e Ionio, di pianura intervallata qua e là da piccole alture sassose.
La Storia. A occuparlo per primi, secondo la leggenda furono proprio i salentini, forse provenienti dal mare e stanziatisi in epoca preistorica sul versante occidentale della penisola; e una serie di dominazioni a quella seguì: greci e romani, bizantini, normanni, svevi, aragonesi, turchi.
Ambiente Naturale. Dal punto di vista naturalistico la penisola è un'area non ancora completamente assediata da fenomeni di antropizzazione. La costa adriatica, per lungo tratto a strapiombo e di difficile accessibilità è restata per molto tempo lontana dalle correnti tradizionali di traffico turistico: il mare del litorale orientale si è quindi mantenuto di una bellezza ancora adamantina e assai pescoso. Più forte il segno lasciato dall'uomo sul versante ionico dove la costa bassa e sabbiosa ha favorito l'insediamento di camping, villaggi e residence. Le grotte marine, che praticamente un po' tutte le località balneari vantano, documentano il passato preistorico e quello basiliano. Al di sopra di queste, sulla costa restano ancora i baluardi difensivi di angioini e aragonesi: torri di avvistamento, castelli, mura, masserie fortificate, con il precipuo scopo di opporsi alle invasioni e alle incursioni dei dei turchi. Più all'interno, dolmen, menhir (monumenti preistorici infitti nel terreno di incerta interpretazione) e specchie (costruzioni megalitiche) testimoniano la presenza di vetuste civiltà. Mancando le montagne manca anche l'acqua, ma ciò non ostacola la presenza di aree umide, terme, brevi fiumi. E la natura, comunque è assai rigogliosa di macchia mediterranea e di numerose pinete marine. Del panorama fanno parte di diritto l'ulivo e la vite. Onnipresenti, in mare come sulla terra sono la roccia calcarea, durissima usata oggi per lastricare strade e in passato per le macine dei frantoi e il calcare marnoso, impiegato per le sontuose facciate di chiese e palazzi barocchi. Materiali poveri che con l'argilla e la cartapesta costituiscono da sempre le materie prime dell'artigianato e permettono splendide realizzazioni.
Diffusi in tutta la provincia e databili forse all'età del bronzo, menhir, dolmen e specchie rappresentano uno dei monumenti più spettacolari, ma anche più misteriosi della storia antica salentina, posti in bilico tra leggende e supposizioni.
I Menhir. Sono pietre grossolanamente squadrate, piantate verticalmente nel terreno, di dimensioni variabili e di sezione rettangolare, il più delle volte isolate e orientate con la faccia larga del prisma verso il sole. Quest'ultimo particolare ha suggerito la commistione di più elementi rituali e leggendaria la voce che li vuole custodi arcigni di monete preziose e di favolosi tesori.
I Dolmen. Sono invece costruzioni costituite da lastre di copertura orizzontale sorrette da una serie di pietrefitte o da blocchi di pietra, a formare un'ampia camera sepolcrale, avvalorando l'ipotesi che li vuole monumenti funebri o comunque destinati a celebrare il passaggio nell'aldilà. Elemento comune a tutti i dolmen salentini è l'ingresso rivolto ad oriente.
Le Specchie. Sono infine enormi cumuli di pietrame, a sviluppo conico-circolare, di volta in volta ritenuti di epoca messapica, adibiti a sepolcreto, o di epoca più arcaica, con destinazione difensiva o abitativa, al pari di altre costruzioni tipiche del Salento, come i trulli.
Corigliano d' Otranto
Comune facente parte della Grecia Salentina ha conservato intatto per secoli l'originale dialetto greco e gli stessi riti liturgici.
Il paese conserva la parrocchia di S. Nicola con campanile del 1465 ma soprattutto il bel castello de' Monti che all'inizio del Cinquecento, dopo un attacco da parte turca, fu ricostruito con grosse torri cilindriche angolari.